Sagre delle Sagre

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Il territorio casentinese è costellato di piccoli paesi, ognuno con una propria tradizione, una propria cultura, una propria storia. C’è un legame unico e forte fra l’uomo e questi borghi che si manifesta nella cultura della gastronomia e che ancora oggi esiste e tiene in vita questi luoghi. La Sagra delle Sagre vuole riunire il meglio delle sagre Casentinesi e non solo.. quelle più amate e caratteristiche, eredi dei veri sapori del territorio e vuole essere un evento di promozione del centro storico di Bibbiena. Un pezzo di Casentino in ogni angolo del paese, alla scoperta di sapori e gusti di un’antica tradizione e dell’eterogeneità culinaria di questo angolo di Toscana. La degustazione dei piatti delle sagre sarà accompagnata dalla degustazione di vini proposti direttamente da cantine Toscane e di birre Artigianali accuratamente selezionate. L’ottava edizione della Sagra delle Sagre solidifica il rapporto con il territorio e con i suoi prodotti tipici a noi sempre cari. Il casentino è anche terra di confine con Arezzo e da quella terra arrivano gli ospiti dell’edizione 2017: la Festa della Dea di Venere e l’Antica Festa del Tegame di Monte Sopra Rondine.

 

1 SOCI – SAGRA DEL BACCALA’

Vengo da mari molto lontani da qui, però mi piacciono questi posti d’appennino. Ancora ho addosso il sapore delle acque salate che ho attraversato, è il sale che mi permette di mantenermi ancora in forma, di conservare i miei mille segreti marini. In Portogallo dicono di me che esistono 366 ricette e che una donna le deve conoscere tutte prima di sposarsi. Capirete allora perché chi mi chiama pesce povero rischia solo di fare la figura del baccalà.

2 COREZZO – TORTELLO DI PATATE ALLA LASTRA

Silenzio! Parla Sua Maestà! “Ho saputo che alcuni di voi ancora mi confondono con quadrati di spoglia dalle forme improbabili, camuffati con erbe, carni, verdure, aromi vari, agghindati con sughi, fiorellini, rucole e altri orpelli. Ognuno segua la via che desidera, non sarò certo io a venire da voi. Ma se volete scegliere sappiate che un re è quadrato, ha la pelle né troppo molle né troppo dura, il suo animo è il frutto della terra e si offre alla sua gente senza paura di bruciarsi.”

3 RIMBOCCHI – PANE

“Diciamo pane al pane, se è vero che non si vive di solo pane, tutti i guai son guai, ma quello senza pane è il peggiore e tutti i dolori col pane son buoni. Certo il pane sciapo non è pane per tutti i denti, ma se sei curioso, lassù a fondo valle tra i monti verdi e il fruscio del fosso Corezzo, troverai pane per i tuoi denti e un sapore semplice e unico dolce come quello di una mano che ti Rimbocchi le coperte.”

4 VENERE – FESTA DELLA DEA

Riconoscere l’orologio naturale e il ciclo delle stagioni, sapere i tempi del lavoro, svegliarsi prima del sole, riposare le braccia stanche, girare gli occhi al cielo con timore o speranza, ogni giorno curare lo stato delle piante, scoprire il frutto, offrirlo agli altri, ricominciare il giro. Conoscere la terra è conoscere l’uomo.

5 PARTINA – RAVIOLO DI SPINACI E RICOTTA

Lo ammetto: ho il cuore tenero. Sarà per le foglie di spinacio ancora giovani, sarà la breve cottura che intenerisce le fibre, sarà la finezza con cui sono state sminuzzate, sarà la ricotta prima setacciata e quindi amalgamata alla verdura? Non solo, è merito della mano cortese che ha fatto tutto ciò e che mi ha preparato per corpo una sfoglia gialla di uova e farina. E infine, sempre la mano che conosce la mia raffinatezza, ha deciso di adornarmi anche con un velluto di ragù.

6 MONTE SOPRA RONDINE – ANTICA FESTA DEL TEGAME

Se credete che l’abito non fa il monaco venite a Monte Sopra Rondine e assaggiate le sue specialità. Andrà a fi nire che di quel monaco vi ci innamorerete. E se durante il corteggiamento vi verrà fame e vedete un piatto di Grifi all’aretina non esitate nemmeno un secondo, buttatevi a mangiare, non ve ne pentirete.. parola di Monaco! 

7 CHIUSI DELLA VERNA – TARTUFO

“Sono burbero, lo so, e sta bene così. La mia faccia parla chiaro, il mio cuore ancora di più. Odoro di terra, di mondo nascosto, sono lontano dai vostri luccichii. No, proprio non mi piace quando vengo messo sopra un piatto qualunque per renderlo prelibato, in un ristorante coi lustrini: non mi si sciupa così. Anzi, la verità è che per voi umani non sarebbe nemmeno tanto onesto mangiarmi, non avete nessun merito nel trovarmi, vi dovete servire del tartufo del cane… E sia: per questa volta farò un’eccezione: ma badate bene, trattatemi con rispetto!”

8 BIBBIENA – FESTA DEL MAIALE GRIGIO 

Quando fi nirai la degustazione, / questo nostro incontro senza litigio, / tu rendimi poi almen soddisfazione: / Ricordati di me che sono il Grigio, / l’omo mi allevò e l’omo sì mi aggiustò, / non nasco già prosciutto per prodigio, / come te io fui vivo, e ben si ragionò: / perciò il consumo mio dev’esser ligio.

 

LE CANTINE

E se tenteranno d’ubriacarvi con ampollosità e francesismi; e se tenteranno d’impressionarvi con tecnicismi e cerimonie boriose; allora, semplicemente, osservatemi, annusatemi e assaggiatemi. Scoprirete l’uguaglianza nella differenza: si muta di terra in terra, di pianta in pianta, di clima. È nel mio corpo e nel mio animo che si tramandano le storie di campagne, di contadini, di fatica, di pioggia, di legno, di stagioni, d’incontri e di tutto quello che con il mio sapore vi saprò evocare.

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